Spiagge dell’Isola di Mal di Ventre – Recensione

L’Isola di Mal di Ventre si trova nella zona centro occidentale della Sardegna e precisamente all’interno del comune di Cabras, in provincia di Oristano. L’isola può vantare una serie di spiagge incredibili, raggiungibili facilmente dalla costa di Putzu Idu a Marina di San Vero Milis, la quale dista soltanto cinque miglia nautiche dall’isola.

L’Isola di Mal di Ventre è l’ultimo affioramento granitico rimasto di tutta una serie di isolette che in tempi antichissimi giacevano lungo questa porzione di mare. Si estende per circa 85 ettari, ha una lunghezza di 2,5 chilometri e una larghezza di 800 metri. Il nome dell’isola, che si trova a circa 18 metri dal livello del mare, è derivato da una scorretta traduzione dei termini Malu Entu cioè vento cattivo, appellativo conferito all’isola a causa dei forti venti di Maestrale e delle intemperie che spesso la colpiscono durante l’anno e che rendono difficoltosa la navigazione lungo le sue vicinanze.

Il difficile clima, però, non ha impedito lo sviluppo della civiltà antica nell’isola e lo dimostra il ritrovamento di ruderi, resti di muraglie, vari argini e numerosi pozzi impiegati per la raccolta dell’acqua. L’isola di Mal di Ventre è costituita da una serie di incredibili spiagge, che consentono di godere di una vista panoramica senza pari. L’arenile di questo luogo è costituito da una sabbia bianca dalla dimensione media in alcuni punti, e grande in altri, quasi a forma di chicchi di riso, sopratutto nelle parti di costa sommerse dal mare.

Le acque di questa Isola di Mal di Ventre sono colme di vasti ammassi granitici e rocciosi, che si alternano alla zona più sabbiosa. Risulta essere la meta ideale per gli esploratori e per coloro i quali amano le immersioni subacquee, la pesca subacquea o il più classico snorkeling. I quattro siti aperti al pubblico, che accolgono ogni anno centinaia di visitatori, sono la Secca Ettore, la Secca Geppetto, il Relitto del Vaporetto e il Relitto del Joyce.

L’Isola di Mal di Ventre è stata inserita dall’Unione Europea tra i Siti d’Interesse Comunitario e tra le zone che necessitano di usufruire di una protezione speciale per la presenza di una fitta e bassa macchia mediterranea, che racchiude in sé le principali specie di piante dell’area italiana, per quella di un’importante nidificazione di alcune specie ornitiche, come il Gabbiano Corso – Larus audouinii Payraudeau, e per quella di diversi tipi di aracnidi, rettili, e piccoli mammiferi.

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