Cala Minnola di Levanzo – Recensione e Opinioni

Posizionata sul versante sud orientale dell’isola di Levanzo, nelle Egadi, la spiaggia Cala Minnola è una suggestiva caletta con numerose insenature nascoste, tutte di incredibile bellezza. Alle spalle della cala si erge una profumata pineta, comoda per i turisti che vogliono riposare all’ombra, mentre per chi desidera ammirare le bellezze naturali che caratterizzano Levanzo è consigliabile effettuare un’escursione in barca. Nei pressi di questa cala si trovano i resti di un impianto di lavorazione del pescato, risalenti all’epoca romana. Cala Minnola è bagnata da un bellissimo mare limpido e cristallino, e insieme ai reperti archeologici di grande rilievo rendono questa cala una meta assolutamente unica da scoprire.

Cala Minnola è raggiungibile facilmente sia a piedi, con circa 20 minuti di camminata da Cala Dogana, porto di arrivo dell’isola, sia con barca taxi, sempre da Cala Dogana. Partendo da Cala Dogana, in paese, dove c’è il piccolo porto e unico attracco per navi ed aliscafi, e con il mare alle spalle andare a destra, verso est, e seguire la strada di basole bianche che porta fuori paese. La strada diventa sterrata e continua verso est, costeggiando una caletta poco accessibile, e subito dopo compie una curva quasi a gomito. Poco prima della curva seguire a destra un sentiero basso sulla costa con indicazione Cala Minnola.

La spiaggia non ha servizi ma alle spalle di Cala Minnola si trova una pineta con aree attrezzate con panchine e tavolini, per permettere ai turisti di stare all’ombra. La cala è molto interessante per tutti gli appassionati di immersioni. Sul suo fondale sono presenti numerosi reperti archeologici risalenti all’epoca romana, come il relitto e le anfore che si incontrano intorno ai 27 metri di profondità tra Minnola e Punta Altarella.

Le anfore del relitto di Cala Minnola sono rimaste sul fondo del mare nella stessa posizione in cui sono stati ritrovati. Le anfore appartengono al relitto di una nave oneraria romana affondata nella prima metà del I secolo a.C. Dello scafo rimangono pochi frammenti lignei e fistule in piombo. Le anfore, rivestite internamente di pece, erano adibite al trasporto del vino.

Al fine di evitare depredazioni e permettere al pubblico di ammirarne le caratteristiche direttamente, da luglio 2006 è attivo un sistema di telecontrollo basato su quattro telecamere.

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